nubifragio-rione-tescione(di Nando Silvestri)    A regolare i conti con la Natura ci ha pensato l’amministrazione comunale di Caserta che, facendo appello alla sua più rutilante virtù, il menefreghismo ad oltranza, si è sbarazzata degli alberi della periferia cittadina. “Giustamente” prendersene cura e predisporne la potatura sarebbe stato davvero troppo oneroso ed ingombrante, allora tanto aspettare che tuonasse. E tanto tuonò che piovve e pure abbondantemente. Il maltempo ha fatto il resto: non poteva essere diversamente. I rioni Tescione e Vanvitelli di Caserta stamane si apprestano a celebrare i funerali degli alberi che l’ amministrazione comunale di Caserta, sin dai tempi di Pio Del Gaudio (quando l’attuale primo cittadino era solo un consigliere), ha lasciato prima marcire e poi in balia dei temporali estivi. Scenari macabri triti e ritriti che si rinnovano come un mantra cacofonico, volgare e stridente, intonato dalla stonata offerta politica di pessima fattura presente nella nazione e nel territorio, fatte salve rarissime eccezioni. Sono anni che i cittadini dei quartieri attigui al feudo del sindaco, Puccianiello, segnalano senza esito alcuno le enormi chiome che appesantiscono e sbilanciano insidiosamente fusti ed alberi incombenti sul passaggio di auto in corsa, pedoni, scolari ed anziani abitanti. “Non è tempo di potature” hanno risposto vergini bianche dell’ortodossia saccente e perbenista di centro sinistra e i sepolcri imbiancati col pallino di governare Caserta. Sta di fatto che alcuni degli alberi spezzati prima dall’incuria amministrativa e solo accidentalmente dal maltempo stamane hanno interrotto e congestionato la circolazione fra rione Tescione e rione Vanvitelli; molti altri hanno danneggiato le auto in sosta. Chissà cosa sarebbe accaduto se gli alberi lasciati al loro destino si fossero abbattuti sugli ignari passanti, magari all’ora di punta, quando genitori e figli si precipitano solitamente nelle strade al termine delle lezioni. Ma siamo abituati a divorare paradossi assurdi e riprovevoli come le strade fetide e marce da una parte e le idropulitrici impegnate alla detersione delle arterie poste tra il cimiltero di Caserta e la frazione Casolla dall’altra. Consiglieri ed assessori fanno lustrare opportunamente  le strade che percorrono prima di ostentare il proprio candore unitamente a  quello dei loro “Bravi”, i servi di “don Rodrigo”. I casertani facciano le proprie valutazioni e, se possibile, rimandino al 30 e al 31 dicembre di quest’anno il versamento dei tributi relativi alla spazzatura: chi dà poco e riceve molto vale zero e merita meno di niente.