mostra-triviceCASERTA (Raffaele Raimondo) – Il periodo di apertura al pubblico della 1a Mostra di Modellismo Ferroviario – inaugurata dalla Pro Loco del Trivice lo scorso 28 novembre, presso la propria sede di Via Galatina 98/100 –  avrebbe dovuto concludersi, come da programma, il 6 gennaio, ma il presidente Giuseppe Ianniello ha accolto la pressante richiesta di prorogarlo fino al 15. Infatti, la meravigliosa “esposizione di diorami, cioè ambientazioni in scala che ricreano ferrovie con trenini elettrici, passaggi a livello, luci, barriere e strade, il tutto integrato in un paesaggio” ha suscitato l’enorme interesse dei visitatori. Ovviamente fieri di tanti meritati consensi l’esperto professor Ennio Castelletti, che ha coordinato con competenza l’affascinante allestimento, ed i promotori interni dell’iniziativa che molto s’impegnano, naturalmente incluso il sempre gioviale segretario, col. Antonio Giannelli.

La Mostra che oramai chiude i battenti è venuta dunque ad aggiungersi, con palese successo, alle frequenti attività socio-culturali che la Pro-Loco del Trivice sa promuovere, grazie ad una vitalità organizzativa che, senza dubbio, le fa onore. Eppure non s’è trattato dell’ultimo evento in ordine di tempo, giacché, in parallelo e proprio il 6 gennaio, si è svolta, nei locali della Parrocchia “Maria SS. del Carmine e San Giovanni Bosco” (zona 167 di Caserta), la festa dell’Epifania organizzata, appunto, in fertile collaborazione con la Pro-Loco del Trivice.

Alle 11, dopo la celebrazione eucaristica dedicata soprattutto ai giovani ed officiata da don Massimo Sgritto, il sacerdote ha invitato i numerosi presenti, genitori e figli, a trasferirsi nel salone opportunamente predisposto per la consegna di giocattoli e gadgets ai bambini e agli adolescenti intervenuti. L’ottima riuscita della gioiosa manifestazione è stata confermata dalla sincera gratitudine che don Massimo ha espresso con queste parole: “Ho apprezzato il lavoro dei volontari della Parrocchia per la collaborazione fornita alla Proloco del Trivice che quest’anno ha scelto la nostra Comunità per festeggiare l’Epifania e, per questo, ringrazio il presidente Giuseppe Ianniello ”.

A sua volta, entusiasticamente salutando tutti, il presidente ha spiegato che, per la festa del 6 gennaio, si segue il criterio della rotazione fra le quattro Parrocchie situate nel territorio complessivo su cui agisce la Pro-Loco del Trivice e che la generosità di alcuni sponsor ha consentito il reperimento dei parecchi doni in distribuzione. Inoltre, ha voluto precisare che “le Pro Loco, basandosi sul lavoro di volontariato rivolto allo sviluppo del territorio, non hanno fini di lucro, ma possono sicuramente generare, attraverso l’elaborazione di progettualità finalizzate, ulteriori possibilità utili a migliorare, in senso generale, il benessere delle comunità”. Caloroso, di conseguenza, l’invito a visitare la sede associativa di Via Galatina per meglio comprendere i variegati campi di azione e, magari, rafforzare il numero delle iscrizioni in qualità di nuovi sòci. A conclusione dell’intervento, il presidente Ianniello ha ringraziato Don Massimo, per  l’adesione all’iniziativa e la cortese ospitalità, i collaboratori Gennaro Varriale, Rosaria Scontrino, Pietro Ricciardi e Carlo Schiavitelli e, non per ultimo, Vincenzo Rossi, consigliere del Direttivo della Pro Loco, poiché, tutti insieme, hanno particolarmente contribuito a rendere possibile una giornata di autentica felicità collettiva. Poi è scattata, a cura di solerti educatrici e catechiste, l’attesissima consegna dei regali. Infine, sobrio rinfresco e calici levati per brindare al Nuovo Anno 2018!

Che cosa è il Trivice

triviceIl “Trivice dell’Asino” era l’incrocio di tre antiche strade che univano le frazioni di Tredici, San Clemente e Centurano, nominate nei documenti già a partire dal dodicesimo secolo.

I tre borghi si trovavano all’interno del feudo di Macerata e della Starza della Cerasola, proprietà dei Conti di Casahirta.

Alla fine del ‘400 Giulio, figliuol anch’egli di Sandolo ebbe dal medesimo conte Francesco e della Contessa Catherina il feudo di “Macerata, e la Starsa di Cerasola, nel territorio di Caserta”.

(F. Campanile – Le armi dei nobili Napoli 1610).