genocidio-polacco(di Nando Silvestri)  Corre l’obbligo di formulare una “piccola” riflessione di natura storica ed economica sconosciuta ai più per ovvi motivi di lobotomizzazione culturale imposta da oligarchie vicine ai poteri forti (la realtà sdoganata dai libri di storia e dalle combriccole usuraie della democrazia è quella che il prof Vincenzo Iorio definisce saggiamente “frutto di mere percezioni convenzionali imposte da schemi”). Senza entrare in futili e collose polemiche si vuole sottolineare che in Polonia nel 1938 (Bromberg) e ancora prima nella regione dei Sudeti, diverse decine di migliaia di minoranze tedesche furono barbaramente trucidate in nome della democrazia (donne violentate, bambini ai quali vennero cavati gli occhi, giovani torturati e uccisi) con il placet di Francia ed Inghilterra (58000 tedeschi ammazzati in un solo anno). L’unica colpa della Germania degli anni Trenta fu quella di aver costruito un’economia forte attraverso una spesa pubblica sostenuta da certificati di credito garantiti dal solo lavoro dei tedeschi, quella di aver rifiutato la cultura del debito bancario americano e quella di barattare le proprie merci per quelle sudamericane, sino al punto di resistere finanche alla Grande Depressione del 1929. Mentre vennero condannate le aggressioni tedesche in Polonia, disperata reazione estrema ai suindicati genocidi ai danni dei tedeschi, vennero affrancate da qualunque responsabilità quelle russe nella stessa Polonia. La Russia sorniona si lasciava finanziare dalle banche americane per alimentare un processo di accumulazione della ricchezza volto ad ingrossare le oligarchie militari leniniste e staliniane passante per la confisca delle terre ai poveri contadini sovietici, costretti a loro volta al cannibalismo. La storiografia, dunque, nasconde deliberatamente i fatti mentre narra una “realtà percepita” solo dalla democrazia e da chi se ne serve per implementare i propri interessi economici. Chissà se, in qualche modo, l’arte predatoria dello Stato italiano praticata attraverso il fisco bulimico ad oltranza, la finanza vampirica delle banche e la burocrazia imperante ai danni dei cittadini non sia altro che la recrudescenza del collettivismo sanguinario di stampo bolscevico in versione edulcorata. I ricorsi storici di Vico, come si vede, si sviluppano esclusivamente su intenti e tornaconti elitari celati da pletore di luoghi comuni, disinformazione di massa e demonizzazione a cottimo.

(Si ringrazia il Prof Falcone per la fonte dalla quale è stata estrapolata la foto inedita)