Elena-Nemes-Ciornei-poetessaCASERTA (Raffaele Raimondo) – «Fammi scoprire/ ogni centimetro della tua pelle./ Solo tu accendi il mio cuore… »: è una terzina della poesia che dà il titolo – “Pensieri proibiti– Gânduri Interzise” – alla più recente raccolta di Elena Nemes Ciornei, accorta autrice rumena ormai definitivamente italianizzatasi. Il volume, uscito sul finire dell’estate scorsa per le Edizioni 2000diciassette di Telese Terme, la ridente cittadina sannita dove la Ciornei ha scelto di vivere, sarà in discussione alla libreria la Feltrinelli di Caserta il prossimo 22 giugno: dalle ore diciotto, in quel salotto a libero accesso, ne parleranno il sindaco Carlo Marino, Francesca Sapone consigliera per la Parità dell’Amministrazione provinciale, Pasquale Carofano primo cittadino telesino, Luigi Di Mezza presidente dell’associazione “Telesia Terme Poesia” e Maria Pia Selvaggio direttore editoriale di 2000diciassette, tutti amabilmente coordinati dal giornalista Ciro Marra. Dunque, appuntamento imperdibile per filoletterati desiderosi d’assaporare gl’intriganti frutti dell’ispirazione estetica di una poetessa fin dagli esordi capace di coniugar prime radici e nuovi orizzonti, corpo ed anima, dolori e letizie, lingua madre e italiano. Infatti, anche quest’opera terza è bilingue, riportando la libera traduzione delle liriche in rumeno a cura di Alessandra Toma.

L’amore (dragostea), secondo la nostra accattivante autrice che il 22 sarà in sala a Caserta, «è un impulso continuo/ e gridi “ti amo”/ grande quanto il mondo intero/ e lieve come il battito d’ali/ di un angelo…». Quest’insuperabile sentimento impregna in misura totalizzante la silloge di prossima presentazione casertana, terza accarezzata tappa dopo il lancio nell’ottobre scorso a Milano e il bis di novembre a Telese con la partecipazione di Samuele Ciambriello – docente di Teoria e tecniche della comunicazione all’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli – firmatario della prefazione in cui, fra l’altro, si lègge: «La sognatrice, spinta da un bisogno emotivo, ci racconta “l’amore”, tra nostalgia, senso di appartenenza, sensualità e sradicamento. Le poesie parlano ed io le ascolto». Si deduce, così, un complesso mix che si scioglie in canto, ora da “coro del Nabucco”, ora da insopprimibile edonismo, sempre dolce comunque, mai stridente e sovente struggente. E la Ciornei, fra prosa e vera lirica, racconta la sua interpretazione del mondo, le relazioni umane, i sogni, tante lacerazioni ed altrettanti godibili slanci vissuti o sperati.

In terra lombarda, Stefano Righi, giornalista del Corrierone, ebbe a scrivere: «La porta che questo libro apre è quella dell’intimità della percezione. Gli aspetti più reconditi, nascosti, quelli che noi stessi ci sforziamo di tacitare, per far sì che non arrivino in superficie, a turbare, a turbarci. Quella che Elena Nemes Ciornei compie in questo suo viaggio poetico è proprio un’operazione di sdoganatura del proprio sentire più profondo, che ci viene offerto con sincerità e totale trasparenza. Senza filtro. Ed è questa immediatezza del sentire che ci avvicina all’autrice, perché tutti, come lei, intimamente pensiamo che, dopo tanta pioggia presa, anche noi ci meritiamo un arcobaleno». E sarà un piacere, venerdì 22, imboccare questa “porta” a la Feltrinelli, magari infine incalzando la poetessa sui punti nodali che le relazioni in programma faranno senz’altro emergere.

Fra le migliori poesie della raccolta ci siam soffermàti, a pagina 76, su “Vorrei”: sintesi pregevole, a nostro parere, del mondo ideale in cui la Ciornei coltiva i suoi stati d’animo, ansie e passioni. Ciò segnalando, siamo sostanzialmente in linea con un articolo pubblicato dal quotidiano Il Giorno di Milano. E proprio là abbiam letto questo illuminante/promettente passaggio: «Nemes Ciornei dichiara che le sue poesie vogliono essere un canto alla vita, alla sua pienezza, all’umanità“. Vuol “parlare agli altri senza freni”, mostrare al lettore la sua “deliziosa ossessione”, il suo ottimismo, ma anche i propri timori, le insicurezze: “La mia anima alberga pensieri proibiti. / E’ proibito piangere appena svegliati / e non sorridere alla vita. / E’ proibito arrendersi /e non lottare per quello in cui credi. / E’ proibito non fare qualcosa per te stessa, / pensare ai baci proibiti che bruciano / più del fuoco…».

Nella lirica posta a conclusione del libro, grazie alla narrante protagonista di una favola (chi sarà stata costei?) fanno capolino fra i “complici” gli attori: «il nostro ruscello, noi due, la Luna…». Ecco l’universalità sfiorata, l’approdo atteso, fedele specchio della base di partenza e di tutti i passi di un nuovo cammino poetico che riprende, amplifica e ripropone sussulti e tèmi affiorati nelle precedenti pubblicazioni: la prima, inserita nell’antologia “Poesia d’amore in Terra di Lavoro” edita nel 2012 dalla casertana Brignoli che della Ciornei disse: «Scandaglia, con meravigliosa premura, il bisogno di protezione e la disarmante dolcezza delle rievocazioni»; la seconda, “Pensieri sparsi”, uscita per gli stessi tipi nel 2013. Ebbene, tutto sommato, qual è il dominante convincimento dell’autrice? «Nella vita ci vuole il coraggio per superare le avversità, ma anche il coraggio di condividere con gli altri i sentimenti, i pensieri… E non c’è niente di più bello della “poesia” per questo…». Nessuno può darle torto, perché tutti, ragionando d’amore, dobbiam convenire che così è.