gatti-silvestri(di Nando Silvestri)     Sono almeno due le ordinanze emesse dai sindaci Del Gaudio e Marino sulla base degli articoli 823 ed 826 del Codice Civile recanti l’obbligo di “tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale” in capo al primo cittadino. Gli atti summenzionati sono rispettivamente la delibera n.67 dell’ottobre 2013 e la delibera n.38 del dicembre 2016 a difesa delle colonie feline. Sarebbe pleonastico sottolineare che tra gli esiti più tangibili della “presunta” tutela suddetta a carico dell’amministrazione “dovrebbero” primeggiare la fornitura idrica, indispensabile a garantire l’ equilibrio igienico sanitario della colonia ed il corrispettivo versamento degli oneri contributivi di pertinenza comunale. Ma si sa, la democrazia è un occhiuto stratagemma per sedimentare rendite di posizione, omissioni siderali e comode sacche di impunità non solo in ambito nazionale, ma anche sul piano locale. Ed è così che le bollette dell’acqua relative alla Colonia Felina legalmente riconosciuta ubicata in piazza Cavour (Rione Tescione) vengono regolarmente pagate, carte alla mano, dal presidente del Comitato Civico Rione Tescione Andrea Dau sin dal lontano 2014. A poco o nulla sono servite le numerose segnalazioni e sollecitazioni inoltrate dal presidente al Comune, alle autorità ed allo stesso prefetto, se non ad acuire assurde contraddizioni. In seno alla dismissione coattiva del suindicato Comitato, attualmente ridotto ad una condizione itinerante dal totalitarismo ipertrofico di dirigenti approssimativi, faccendieri di destra e di sinistra, il Comune ha “dismesso” anche i suoi obblighi contributivi da circa 4 anni, contravvenendo in buona sostanza al dettame contenuto nei suoi stessi atti ed al Codice Civile. La dismissione del Comitato in questione non ha fortunatamente implicato la scomparsa della Colonia Felina attigua ma ha evidenziato vistose disfunzioni tributarie; i versamenti relativi alla fornitura idrica della Colonia, ricadenti ex lege sulle finanze comunali  vengono regolarmente onorati da oltre 4 anni dal presidente Dau, encomiabile e sensibile cittadino della comunità casertana. Mentre l’attuale amministrazione prova a lusingare il suo autocompiacimento con reclame dal vago sentore auto celebrativo di stampo leninista, strade secondarie, arterie e frazioni vengono dispensate dai minimi interventi di manutenzione ordinaria. Nel contempo la cittadinanza tutta cade in ostaggio di vandali di ogni etnia ed i cittadini onesti si surrogano agli obblighi pecuniari amministrativi, sacrificando il proprio vincolo di bilancio. Come ben sa il sindaco Marino, il Rione Tescione viene regolarmente presidiato dalla politica solo in occasione delle elezioni comunali. Nonostante le reiterate richieste di intervento inoltrate dallo scrivente al consigliere, dottor Roberto Peluso, al fine di scongiurare sciagure ed incidenti a pedoni, giovani scolari, ciclisti e motociclisti insidiati da una profonda faglia apertasi sulla carreggiata di via Buozzi, nessuno si è ancora fatto vivo. E’ a dire poco vergognoso ed inverecondo il silenzio delle istituzioni sulle interpellanze relative agli oneri incombenti su di esse, tacitamente trasferiti sui portafogli dei comuni cittadini con complicità e malafede generale. Ma ancor più umiliante risulta essere il clima di menefreghismo collettivo e supina rassegnazione imperante nelle istituzioni che, in nome della democrazia, sdoganano quotidianamente soprusi ed asfittiche anomalie edulcorate appena da sorrisi artefatti ed ipocrisia congenita. Aveva proprio ragione il sindaco Marino ai microfoni di Radio 24 un mese fa: Caserta non è una città anonima come afferma Feltrinelli. Come lo scrivente stesso ha abbondantemente documentato agli amici della celebre testata economica, il capoluogo di Terra di Lavoro svanisce nella desertificazione culturale di inetti speculatori che se ne intestano la spocchiosa signoria.