Mancano insegnanti di sostegno a Grosseto e docenti primaria in Friuli

Anche a distanza di tempo dall’inizio della scuola, non si sono coperte tutte le cattedre vacanti, a causa dell’esaurimento delle graduatorie.

Accade in Friuli Venezia Giulia nelle scuole primarie, dove la situazione delle scuole è già da un po’ di tempo nel caos.

Infatti, non ci sono state direttive specifiche sulle assunzioni del personale precario, né si aveva modo di sapere dove le graduatorie d’istituto erano definitive e in quali no.

Le cattedre intere e le cattedre di sostegno vengono spezzate, e il personale interno arriva anche a 22-24 ore di insegnamento.

Mancano insegnanti di sostegno a Grosseto

La situazione non è migliore in altre parti d’Italia, come Grosseto, dove gli alunni disabili stanno crescendo ma non ci sono sufficienti docenti di sostegno.

Nella provincia di Grosseto, secondo l’Ufficio Scolastico Provinciale, ci sono 777 alunni disabili su un totale di 26104 studenti.

A livello nazionale mancano 12mila insegnanti di sostegno, e negli istituti tecnici non hanno ancora provveduto del tutto a nominare insegnanti di sostegno.

E’ inoltre auspicabile che gli insegnanti di sostegno siano nominati per incarichi continuativi, in modo da assicurare continuità didattica e riferimenti fissi nel processo educativo soprattutto agli alunni con difficoltà psicofisiche ed emotive.

Intervista al Ministro Bussetti: le novità su concorsi, bandi e assunzioni

Il Corriere della Sera ha intervistato ieri il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che elenca alcune possibili novità nel mondo della scuola.

Niente fondi alla scuola ma risorse risparmiate

L’aspetto maggiormente critico della legge di bilancio è il fatto che non sono previsti nuovi fondi per la scuola, per l’anno prossimo infatti si prevede una discesa della spesa del PIL dal 3,6 al 3,5.

In effetti il Ministro non parla di fondi aggiuntivi, ma di 110 milioni di euro risparmiati.

I fondi sono in parte ottenuti dai tagli dell’alternanza scuola-lavoro, iniziativa molto contestata e controversa.

Il reclutamento dei docenti

Dall’anno prossimo cambierà il modo in cui si assumeranno gli insegnanti.

Gli idonei non ci saranno più, ma ogni volta bisognerà fare il concorso per abilitarsi per il biennio di durata del bando in questione.

In questo modo si porrà fine al fenomeno dei ricorsi.

La formazione specialistica

Bussetti ha anche annunciato, come peraltro aveva già fatto, corsi di specializzazione per insegnanti di sostegno: dovrebbero essere 14mila per il 2019 e gli altri distribuiti nei successivi tre anni.

Autonomia differenziata a scuola: Veneto e Lombardia hanno chiesto la “regionalizzazione” di professori e presidi

Bussetti non si sbilancia molto su questo punto, ma afferma che ci potrebbe essere una fase transitoria in cui gli insegnanti possono passare da dipendenti dello Stato a dipendenti della regione su base volontaria.

Richiama comunque alla Costituzione e ai suoi principi, anche se il rischio è quello di creare un doppio sistema per il quale a Nord si potrebbe creare un sistema più ricco su base regionale, e a Sud un sistema più povero e carente.

Come cambierà il test di medicina

I quesiti saranno più inerenti a quello che si andrà a studiare, e i posti saranno almeno 11mila. Inoltre il Ministro ha manifestato il volere di emettere almeno duemila borse di specializzazione in più.

Concorso a cattedra riformato: addio FIT, si a 24 CFU, 4 anni senza mobilità, titolo abilitante. Scarica testo

 Riforma della scuola servita, come da pronostico. Viene stravolto un altro pezzo della legge 107 nella parte relativa ai concorsi a cattedra.

Requisiti di accesso

Per accedere ai prossimi concorsi a cattedra basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

Saranno esentati ” “I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione sono esentati dal conseguimento dei CFU e CFA […], fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.”

Posti riservati per i precari storici che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, di poter partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%.

Inoltre, i predetti soggetti possono partecipare, altresì, alle procedure concorsuali senza aver conseguito i 24 CFU, per una tra le classi di concorso per le quali abbiano maturato un servizio di almeno un anno.

Concorso diventa abilitante

Nel testo di riforma, inoltre, leggiamo che il superamento delle prove concorsuali costituisce abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso per le quali si è partecipati. Per quanto riguarda il sostegno, nel testo si specifica che non ci saranno idonei, la graduatoria a fine concorso, infatti, sarà composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso e le graduatorie avranno valenza biennale.

Stop mobilità, 5 anni nella stessa scuola

Chi vince rimane 4 anni nella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova. Nel testo della bozza della legge di bilancio è scritto che il docente vincitore del concorso che viene assunto “è tenuto a rimanere nella predetta istituzione scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, salvo” il docente sia soprannumerario o possessore di 104.

Modifiche alle prove concorsuali

Per i posti comuni le prove scritte saranno due e un orale. Secondo quanto contiene la bozza di Legge di Bilancio in nostro possesso, datata lunedì 29 ottobre, le modalità della prova orale potrebbero subire un cambiamento. Infatti l’obiettivo della prova sarà di valutare il grado delle conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso. Nessuna modifica, invece, alle conoscenze linguistiche dei candidati. Infatti, la bozza prevede che la prova orale verifiche anche la conoscenza di una lingua straniera europea almeno di livello B2. Resta anche la necessità di appurare le competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Per quanto riguarda il sostegno, le prove saranno due: uno scritto e un orale. Nella prova scritta l’obiettivo sarà di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie.

Addio FIT

Come anticipato ieri dalla nostra redazione, una delle vittime della riforma sarà il FIT, il percorso triennale di formazione dei docenti previsto dalla riforma Renzi dopo aver superare un concorso. Chi vincerà il concorso farà un anno di prova e formazione come supplente, quindi sarà assunto in ruolo. Inoltre, è prevista la possibilità di ripetere quest’anno di prova. Il docente sarà assunto sulla stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova e lì dovrà rimanere per altri 4 anni, senza poter chiedere mobilità.

Addio ambiti territoriali

Come promesso dalla maggioranza, con la legge di bilancio, se quanto contenuto nella bozza di ieri sarà confermato, saranno aboliti anche gli ambiti territoriali introdotti dalla legge 107. In pratica, i docenti saranno nuovamente nominati su scuola.

Concorso a cattedra, a precari storici 10% posti riservati. Bozza DEF

Nel testo della Legge di Bilancio, nella bozza consegnata alla nostra redazione, troviamo un articolo che rivoluziona il sistema di reclutamento dei docenti. Vediamo alcuni passaggi.

Posti riservati ai precari storici

Tra le novità contenute nella bozza di Legge di Stabilità troviamo un provvedimento che riguarda i precari storici della scuola. Infatti, nel testo che affronta il rinnovo delle procedure concorsuali per i docenti non abilitati, vediamo la possibilità per color che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, di poter partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%.

Si tratta di una applicazione che varrà soltanto in prima istanza, quindi una sola volta una tantum. Dal secondo concorso in poi non ci sarà più alcuna riserva.

Esenti da 24 CFU, chi?

Nel testo, inoltre, leggiamo che in prima applicazione, i predetti soggetti possono partecipare, altresì, alle procedure concorsuali senza aver conseguito i 24 CFU, per una tra le classi di concorso per le quali abbiano maturato un servizio di almeno un anno.

Concorso infanzia e primaria, commissari senza esonero. Quanto guadagneranno

Il decreto, che disciplina il concorso straordinario per la scuola dell’infanzia e primaria, previsto dal decreto legge n. 87/18, convertito con modificazioni in legge n. 96/2018, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per cui si attende adesso la pubblicazione del bando.

Concorso docenti straordinario infanzia e primaria, pubblicato decreto in Gazzetta. Tutte le info

Ricordiamo che il concorso è riservato ai docenti abilitati nella scuola dell’infanzia e primaria, tramite il conseguimento della laurea in SFP o del diploma magistrale entro l’anno 2001/02, che abbiano svolto due anni di servizio specifico, negli ultimi otto, nella scuola statale.  Il concorso si articola in una prova orale non selettiva e nella valutazione dei titoli, operazioni al termine delle quali la commissione procede a redigere la graduatoria di merito straordinaria regionale.

Vediamo i compensi previsti per i componenti le commissioni, secondo quanto previsto dall’articolo 11, comma 8, del decreto del 17 ottobre 2018, che rinvia al decreto del 31  agosto  2016.

Compensi

Il compenso di presidenti, componenti e segretari delle commissioni si suddivide in compenso base e integrativo, e non può superare i limiti massimi previsti dal decreto (del 31/08/2016).

Compenso base

A ciascun componente le commissioni è corrisposto il seguente compenso base lordo dipendente:

  • presidente: € 502,00;
  • componente € 418,48.

Il compenso lordo dipendente previsto per i segretari delle commissioni è pari a € 371,84.

Compenso integrativo

Al compenso base, di cui sopra, si aggiunge, per ciascun componente, un compenso integrativo lordo dipendente pari ad  euro 1,00 per ciascun elaborato o candidato esaminato.

Limiti massimi

I compensi (base e integrativo) non possono superare i 4.103,40 euro. Tale limite massimo è incrementato del 20% per i presidenti e ridotto del 20% per i segretari.

Sottocommissioni

Nel caso di suddivisione delle commissioni in sottocommissioni, ai componenti di queste ultime spetta il sopra riportato compenso-base ridotto del 50 per cento.

I compensi aggiuntivi per ciascun elaborato o candidato esaminato, anche per i componenti delle sottocommissioni, sono sempre rapportati per ogni componente e per il segretario delle singole sottocommissioni al numero dei candidati esaminati da ciascuna sottocommissione e non possono superare i compensi massimi detti all’inizio.

Divieto richiesta esonero servizio

A presidenti e componenti delle commissioni non e’ possibile richiedere l’esonero dal servizio, come prevede il succitato articolo 11, comma 8, del decreto.

 Permessi ATA motivi personali e visite: come detrarli dal monte ore. Guida

Come interpretare la fruizione delle 18h di permesso retribuito per motivi personali (art.31 CCNL 2018) da parte del personale ATA.

Es. scuola chiusa il sabato: i il personale lavora su 5gg.  (7h e 12’ per 55gg. : 36h).

Se il permesso è preso per l’intera giornata si deve scalare 7h e 12’ dal monte ore delle 18 o solo 6 ore

Lo stesso ragionamento deve essere fatto per assenze per l’espletamento di visite (art 33)?

Il ragionamento è diverso per i due istituti contrattuali.

Differenza tra permessi motivi personali e visite specialistiche

Iniziamo chiarendo che i permessi previsti dall’art. 31 del CCNL/2018 sono di fatto i permessi previsti dall’ex art. 15 comma 2 del CCNL/2007 ovvero i 3 giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Di fatto con il nuovo contratto i suddetti permessi sono stati trasformati in ore salvaguardando in ogni caso la misura dei 3 giorni. Infatti la Lettera E del comma 2 dell’art. 31 del CCNL/2018 ribadisce che “possono essere fruiti, cumulativamente, anche per la durata dell’intera giornata lavorativa; in tale ipotesi, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente è convenzionalmente pari a sei ore”.

Personalmente ho già affrontato la questione chiarendo che rimane la possibilità di fruirli, cumulativamente, anche per la durata dell’intera giornata lavorativa; in tale ipotesi, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente è convenzionalmente pari a sei ore (quindi anche in caso di settimana lavorativa articolata su 5 giorni, con orario giornaliero di 7,12 ore).

I permessi previsti dall’art. 33 CCNL/2018 per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, invece sono fruibili su base sia giornaliera che oraria, nella misura massima di 18 ore per anno scolastico, comprensive anche dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro, ma se fruiti per l’intera giornata l’incidenza sul monte ore è quella effettiva delle ore di servizio. Lo afferma il comma 5 dello stesso art. “I permessi orari di cui al comma 1 possono essere fruiti anche cumulativamente per la durata dell’intera giornata lavorativa.

In tale ipotesi, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente viene computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza”.

Pertanto se si richiede il permesso per l’intera giornata lavorativa l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente viene computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza. A mo’ d’esempio: se nella giornata lavorativa richiesta nel permesso, il dipendente avrebbe dovuto svolgere un orario di servizio di 8 ore, saranno detratti dal monte ore a disposizione, ben 8 ore e non 6.

 Alternanza scuola lavoro: cambia già da quest’anno, tagliati fondi

Le modifiche all’alternanza scuola lavoro sono contenute nella bozza della Legge di Bilancio. Modifiche che riguardano sia il nome che i contenuti e che partiranno già dal corrente anno scolastico.

Alternanza scuola lavoro cambia nome

Le attività si chiameranno “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. Si elimina in questo modo la parola “lavoro”, che tanta ambiguità ha creato; difficile dire se il nuovo nome avrà successo.

La durata

I percorsi avranno questa durata

a) non inferiore a 180 ore negli istituti professionali

b) non inferiore a 150 ore negli istituti tecnici;

c) non inferiore a 90 ore nei licei.

A decorrere dall’a.s. 2018/19 con meno soldi

La manovra decorre dall’a.s. 2018/19, con effetti dall’esercizio finanziario 2019. Quindi i progetti che sono già stati approvati potrebbero essere rivisti alla luce dei tagli ai fondi.

La bozza dice infatti “Le risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 39, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono assegnate alle scuole nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore”

Quindi il finanziamento arriverà solo per il numero minimo di ore.

Sussidio ai docenti per interventi, cure dentarie, decessoL’USR Toscana ha pubblicato il decreto per la concessione delle provvidenze al personale a tempo indeterminato, nei limiti dell’assegnazione dei fondi pervenuti e previa valutazione da parte di un’apposita commissione, basata sul seguente ordine di preferenza:

– malattie ed interventi chirurgici di particolare gravità con esclusione di quelli meramente estetici non determinati da patologie;

– decessi;

– protesi e cure dentarie.

Si può presentare istanza di sussidio qualora il tetto dell’indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) in corso di validità non superi il limite di euro (36.151,99).

Le domande devono pervenire a questa Direzione Generale, a pena di esclusione, entro e non oltre il 30 novembre 2018, all’indirizzo di posta elettronica certificata drto@postacert.istruzione.it ovvero inviate all’indirizzo di posta Via Mannelli 113- 50132 Firenze.