devita-capuaCAPUA (Raffaele Raimondo) – In questa fase in cui la città federiciana vive la sua ennesima crisi politico-amministrativa, come aggiuntiva e lacerante coincidenza è avvenuta la scomparsa di un personaggio che alla cultura e alla comunità capuana ha dato un apporto originalissimo e tenace: Fulvio  De Vita. Infatti, già nel nome (significa “biondo acceso”) e nel cognome (che sembra inglobare la meravigliosa sfida lanciata a tutti i viventi di questo piccolo-grande pianeta) si potevano indovinare gli orizzonti di quella che, di fatto, è stata la sua intensa, vivace e comunque fertile esistenza.
Di Fulvio un biografo ha scritto: «Laureato in psicologia presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Ha discusso la tesi sul contributo che il Training Autogeno ha nei confronti dei  disturbi legati all’ansia adolescenziale e del nucleo familiare. Ha pubblicato sullo stesso argomento, nel 1993, con la prestigiosa casa editrice Armando, un libro scientifico per operatori psicopedagogici e sociali. Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Campania e all’Albo degli Psicoterapeuti, ha esercitato l’attività dal 1996 al 2012.
Nella sua adolescenza ha avuto la fortuna di  incrociare la proposta educativa Scout, attraverso l’accogliente invito del suo capo, Gustavo La Posta, uomo capace, competente ed appassionato, un formidabile “Akela” che gli ha fatto amare lo scautismo. E, percorrendo tutto l’iter formativo, è giunto ad avere il brevetto di capo clan. Tranne qualche piccola pausa, tutto il suo tempo liberato dal lavoro e le sue energie sono stati assorbiti dall’impegno associativo. I valori educativi scout costituivano punti fermi in cui ha sempre creduto e che ha cercato testimoniare fino agli ultimi giorni della sua vita.
Nel 1967 accolse la richiesta di aiuto della Parrocchia di San Tammaro, per la formazione dei giovani adolescenti e la strutturazione di un gruppo scout: quella per lui è stata come una “missione”  che ha portato avanti per quasi cinquanta anni, fino. Grazie alla sua costante presenza, è riuscito a tenere unito il gruppo di ragazzi (molti dei quali oggi affermati professionisti) facendosi padre, zio, fratello maggiore, e insegnando loro ad apprezzare le cose belle della vita, ad affrontare e superare ogni difficoltà.
Nella primavera del 2005 su sua iniziativa, alcuni concittadini, mettendo in comune esperienze  acquisite sia in ambito politico che sociale, coniugando valori cristiani e laici, decidevano di iniziare un percorso volto al raggiungimento di quelle condizioni che avrebbero consentito una corretta e trasparente amministrazione della città. Nasceva così il Movimento socio-politico CapuAttiva di cui egli era presidente e rappresentante legale. Tre le principali priorità nelle quali impegnare le energie:  1- Far crescere il senso di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini nella vita civica; 2- Espandere lo spirito del servizio al ‘bene comune’, secondo princìpi della trasparenza e dell’etica, fra coloro che volevano impegnarsi nella pubblica amministrazione;  3- Elaborare progetti che favorissero sviluppo, occupazione e vivibilità.
Nei primi anni il Movimento partecipò fattivamente alla vita politica della città: il percorso portò alla decisione di partecipare alle elezioni amministrative del 2006 il cui esito, lusinghiero per un Movimento di idealisti, vide uno dei soci eletto consigliere comunale.
Eppure, oltre alle principali tre priorità, CapuAttiva aveva anche un’altra duplice e ardita mission:

-Sensibilizzare i concittadini ad una partecipazione attiva e consapevole nei confronti della città mediante convegni, corsi di promozione socio-politica…
-Contribuire al rinnovamento della politica capuana, attraverso l’elaborazione-approfondimento di idee, l’organizzazione di seminari, la presentazione di progetti…
Dal 2009 al 2013 CapuAttiva ha continuato a perseguire i suoi scopi mediante il “Corso di formazione alla cittadinanza attiva a all’impegno politico”, di cui Fulvio De Vita era promotore e coordinatore, in collaborazione con la Facoltà di Economia  della Seconda Università di Napoli e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Capua. Corso riservato ai giovani della fascia d’età 20-35 anni, con lezioni tenute da docenti universitari ed esperti del mondo istituzionale, culturale e politico fra i quali : il prof. Sergio Tanzarella e la prof.ssa Donatella Abignente (Università Gregoriana), il prof. Giuseppe Limone (Seconda Università di Napoli), la prof.ssa Maria Antonia Ciocia (Facoltà di Economia di Capua), il prof. Vincenzo Mercinelli  (Università Cattolica di Taranto), il magistrato Giovanni D’Onofrio (Tribunale di S.Maria C.V.), il dott. Mattia Parente (Funzionario Area Economico-Finanziaria Comune di Capua).
Dal 2008 ha collaborato con il mensile locale Block Notes scrivendo articoli riguardanti le varie problematiche della città. L’ultimo suo articolo, scritto quando ormai le forze gli venivano a mancare, è stato pubblicato sul n. 22 di novembre 2018.
Padre amorevole ed instancabile con la figlia Sara, le ha trasmesso in profondità i valori dello scautismo, insegnandole ad essere intraprendente, coraggiosa e soprattutto le ha insegnato  il valore della cultura e della lettura  a credere in se stessa e a puntare sempre in alto».
Sintesi pregevole, questa che abbiamo appena riportato, di un cammino nobile e gratificante quanto coraggioso, indomabile. L’ulteriore conferma nei post di tanti suoi amici, estimatori e paladini dello scautismo. Leggiamone alcuni:

Franco Fierro Con Fulvio muore un pezzo della storia di Block Notes giornale a cui ha collaborato fino al numero attualmente in edicola. Campione di valori morali e umani, ha operato per l’affermazione dei principi di cittadinanza attiva, per il bene comune, sperando in un mondo migliore. Addio. Fulvio.

Pompeo Pelagalli Invito tutti i capuani a ricordare il grande insegnamento che ci ha dato Fulvio De Vita, un esempio di rettitudine, di tenace coerenza negli ideali di democrazia e di libertà. Costruttore di virtù civiche di valori di cittadinanza attiva, di difesa dei diritti degli uomini di tutti gli uomini. Fino all’ultimo giorno ha donato sé stesso per spronare i capuani a guardare lontano e a combattere l’egoismo, l’indifferenza e la pigrizia proprio in questi momenti di violenza e di confusione. Non dimentichiamo ciò che ci ha dato Fulvio De Vita.

Nicola Scalera Il mio iniziatore all’impegno socio-politico … nel 2005 con Capuattiva e poi negli anni a seguire con i tanti corsi di formazione destinati ai giovani. Un mese fa in visita a casa sua … con un filo di voce e di forze … ancora si ragionava sul suo essere a disposizione se poteva servire al bene della città. Un esempio per tutti … buon viaggio caro Fulvio.

Luigi Di Lauro Mi addolora tanto, e non poco, condividere la notizia della morte di Fulvio De Vita. Semel scout semper scout. Il motto latino ricorda, che chiunque abbia pronunciato la “Promessa” scout e sia pertanto entrato a far parte del Movimento, “se Dio vuole”, resterà scout per sempre. È il caso del caro Fulvio, i cui valori e le regole, dettate da BP, Baden Powell, lo hanno accompagnato per tutta la vita, e non solo, è stato educatore e punto di riferimento dei giovani, degli amici e di tanti che hanno avuto il privilegio di conoscerlo ed apprezzarne le doti umane e le indubbie capacità professionali (…).

Francesco A. N. Palmieri Se ne va un carissimo amico. Ci eravamo incontrati con Nicola Scalera qualche settimana fa da lui. Parlavamo di progetti e iniziative da intraprendere. Abbiamo sempre condiviso le speranze e la convinzione che un mondo migliore fosse possibile attraverso la partecipazione. Amava profondamente Capua e non si è mai sottratto a iniziative per la città. E’ stato il promotore del movimento politico Capua Attiva, che un po’ di tempo fa suscitò molto interesse e speranze. Non ha mai rinunciato a credere che fosse possibile costruire una città migliore. La sua sincerità e semplicità resterà con noi e sarà fonte di ispirazione per tutta la nostra vita. Ti abbraccio forte Fulvio. Un sincero abbraccio di cordoglio alla tua famiglia.

Gianfranco Inglese Era il 1959 ed io, a nove anni, partecipai alle mie prime vacanze di branco presso la scuola elementare di Castello d’Alife. Fulvio faceva parte della pattuglia di servizio. Lo ricordo quando con dolcezza e ilarità veniva a svegliarci la mattina e quando nel cortile della scuola, dentro la vasca in cemento di un grande fontanile, ci faceva la doccia innaffiandoci con un tubo di gomma. Abbiamo fatto una lunga strada insieme e anche se negli ultimi 40 anni, per forza di cose, non ci siamo più incontrati il mio affetto per lui è rimasto sempre immutato. Ciao carissimo e arrivederci.   

Ciro Santoro Stessa esperienza di Gianfranco. Stessi ricordi. Poi ci siamo ritrovati nella maturità e lui ci ha esortati, stuzzicati, spinti e coccolati per creare un gruppo che facesse qualcosa di utile per Capua. Citava sempre una frase di Ezra Pound: Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui. Tre anni di lavoro entusiasmante ed egli sempre disponibile, fermo ma sereno e sorridente. Mai respingente. E dopo, quando ci si incontrava, dovunque ci incontrassimo, erano abbracci e sorrisi ‘occhi negli occhi’. Caro Fulvio. Ci siamo incontrati poche settimane fa dal dentista. Mi ha raccontato un po’ della sua malattia. Tanta tristezza nella voce ma altrettanta serenità negli occhi. Sono stato un fortunato. Così come tutti voi che l’avete conosciuto, che avete vissuto con lui momenti della vostra vita. Nel cuore. Caro Fulvio.

Chiaramente si evincono toni d’affetto e di impegno umano, culturale e civile che vanno ben oltre le leziose necrologie: nella sequenza abbondano riconoscimenti e, non meno, propositi di lotta per lo sviluppo, quelli che a De Vita purtroppo non furono esternati nel suo periodo grazzanisano (ed il penoso strascico ancora si palpa), quelli che gli elettori capuani dovrebbero davvero tenere in debito conto nelle cabine elettorali della prossima primavera, quando Fulvio, ormai nell’eternità, mancherà, pur continuando a vivere nel rimpianto di quanti veramente lo amarono.