GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – “Cultura + legalità= libertà responsabile”: questa è la semplice ma emblematica addizione che campeggia sul manifesto con cui l’Istituto comprensivo (Ic) statale – guidato con straordinaria dedizione dalla ds Roberta Di Iorio – annuncia l’importante evento di giovedì 30 maggio concepito come uno degli approdi dell’incoraggiante percorso formativo avviato da anni e, nello stesso tempo, come germoglio per nuovi e più arditi traguardi. Infatti, sono chiamate a raccolta soprattutto, ma non solo, le famiglie di tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado e in particolare di coloro che si sono impegnati nel Concorso “Toponomastica: vi leggiamo storie”. In realtà, si ripropone un preciso segnale all’intera comunità cittadina, perché ad essa hanno lanciato ripetuti appelli le autorevoli personalità che da tempo stanno sostenendo il cammino di riconversione e sviluppo socioculturale dell’Ic grazzanisano e fra le quali spiccano Margherita Dini Ciacci (Unicef Campania), Cesare Sirignano (magistrato della Direzione Nazionale Antimafia) e Giuseppe Faraglia (generale di Brigata e comandante della Scuola di Fanteria dell’Esercito Italiano).
L’evento avrà inizio alle ore 17 nell’aula magna del plesso “F.Gravante” con la proiezione di un video che racconta il luminoso esempio del giudice-martire Giovanni Falcone. Ai saluti istituzionali della ds Di Iorio e delle autorità locali faranno seguito gl’interventi sempre incisivi della presidente Dini Ciacci e del generale Faraglia. Dopo l’intervallo musicale – affidato al coro che canterà “La meta da raggiungere”, brano tratto dal “Flauto magico” di Mozart – avrà luogo la premiazione delle classi terze vincitrici del predetto Concorso che ha avuto origine dal protagonismo degli alunni alle iniziative di rievocazione della Prima Guerra Mondiale promosse, nell’ottobre 2018, dal Circolo Polivalente Anziani e Pensionati. In effetti, si è costruito un ponte fra Storia ed Educazione Civica e gli alunni hanno svolto interessanti ricerche su alcuni personaggi dell’Irredentismo italiano e della Grande Guerra i cui nomi (Guglielmo Oberdan, Nazario Sauro, Oreste Salomone, Armando Diaz) furono attribuiti a principali vie del centro urbano a perenne memoria. V’è di più: gli allievi della frazione Brezza hanno concentrato la loro fertile attenzione sul concittadino maresciallo dei Carabinieri Clemente Carlino ucciso a Castellammare di Stabia il 20 maggio 1921, durante i “duri scontri tra i socialisti asserragliati all’interno del Municipio e centinaia di manifestanti guidati dal Fascio locale”. L’avvincente riscoperta ha spinto gli stessi allievi a chiedere all’Amministrazione comunale e al sindaco, dott. Vito Gravante, di “ripristinare l’antica lapide del maresciallo Carlino, in modo da poterla restituire all’attenzione e all’interesse dei passanti”.

Conclusa questa cerimonia, l’incontro proseguirà con l’attesissimo intervento del magistrato Sirignano al termine del quale si procederà a consegnare agli ospiti i simboli di un’autentica gratitudine. In augurale conclusione il canto finale “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini. Appena un giorno di pausa e l’impegno dell’Ic grazzanisano tornerà a manifestarsi pubblicamente e decisamente già nella mattinata di sabato 1° giugno con la 5a Edizione del passaggio della “Fiaccola della Pace” organizzato d’intesa col Movimento Internazionale per la Pace e la salvaguardia del Creato fondato da Agnese Ginocchio.