(di Nando Silvestri)  I recenti rialzi dello spread indotti dall’aumento dell’incertezza economica predicono rialzi dei tassi collegati a decrementi consequenziali del corso dei titoli. La predetta diminuzione del valore dei titoli in portafoglio necessita, dunque, di annacquamenti di capitale e fresca liquidità integrativa offerta da diverso tempo dalle prospettive  delle polizze assicurative gonfiate ad arte per l’occasione. La disinformazione imperante in economia come in politica, supportata da giornalismo scadente e consulenza finanziaria tendenziosa, attribuisce alle polizze assicurative predisposte da banche ed assicurazioni rendite mirabolanti e rendimenti maggiori della media. Si tratta spesso di uno specchietto per le allodole che seduce le aspettative di risparmiatori d’ogni sorta, attratti dai vantaggi solo presunti di gestioni patrimoniali, pensioni integrative e fondi opportunamente camuffati da rassicuranti polizze assicurative. La promessa della consulenza assicurativa in ordine ai rendimenti dei prodotti succitati è un interesse anche maggiore del 3%. Un tasso di rendimento che, però, riguarda soltanto la gestione separata, ossia un comparto interno di fondi distinti collegati alle polizze, assolutamente estraneo a queste ultime. Al cliente le polizze rendono difatti circa la metà (poco più dell’1%), detratte spese di gestione e commissioni, senza contare che il succitato rendimento appetibile afferisce al solo anno 2018. Se si ragiona rispetto al prezzo storico di sottoscrizione, come le compagnie fanno solitamente per sottoscrivere i contratti, gli alti rendimenti delle polizze stesse sono facilmente spiegabili, come pure quelli di taluni buoni fruttiferi postali e BTP, addirittura doppi o tripli, per quanto concerne  sempre lo scorso anno. Tanto vale acquistare titoli di Stato e buoni postali senza credere alle storie dei tassi favolosi e senza, soprattutto, perdere di vista il principio basale in ragione del quale la maggiore remuneratività dei tassi è inevitabilmente legata al rischio crescente. A tale proposito va sottolineato che molte polizze sono peraltro contingentate oppure vincolate ad altri contratti di assicurazione estremamente aleatori, cioè ricchi di incognite ed insidie raramente percettibili. Insomma, nessuno regala niente per nulla e un po’ di sana educazione finanziaria non può fare altro che bene alla tasca.