(di Nando Silvestri)  Sgomento, sconforto e perplessità. Questi, in estrema sintesi, i sentimenti convulsi che hanno pervaso gli animi provati dei cittadini casertani residenti in rione Tescione per la drammatica sparatoria avvenuta oggi verso le 13,00. La vicenda incresciosa consumatasi sotto gli occhi attoniti di passanti, donne, bambini e comune gente del luogo svela un aspetto macabro e raccapricciante per le tragiche conseguenze che il misfatto poteva indurre, fortunatamente sventate dalla Polizia di Stato. Quel giovane militare della frazione Puccianiello che si aggirava con provocatoria aria di sufficienza e movenze intimidatorie nei pressi del bar di via Vescovo Natale e della chiesa di San Pietro in Cattedra, era già stato notato da tempo dagli abitanti del posto, in evidente stato di difficoltà e disagio. Questa mattina l’ostilità del giovane sembrava insolitamente acuita da futili motivi e vistosamente esternata attraverso quella pistola che brandiva in postura aggressiva, girando e rigirando il tamburo dell’arma. La tensione che si respirava nell’aria rovente del quartiere si poteva tagliare col coltello. Non sono bastate a fermare la brutalità del militare le esortazioni alla calma lanciate dagli avventori del pubblico esercizio palesemente intimoriti. E’ stato necessario chiamare la Polizia per fronteggiare la furia del militare che ha fatto fuoco in aria spaventando non poco i presenti. I poliziotti giunti sul posto avevano già ripetutamente intimato al giovane militare di uscire dal bar con le mani in alto e di abbandonare l’arma da fuoco. Ma a nulla è servita l’ammonizione delle Forze dell’Ordine che, dopo aver interdetto la zona,  hanno dovuto sparare per evitare il peggio, ferendo seriamente agli arti inferiori e superiore il giovane (nella foto). Circostanze così complesse e angosciose suggeriscono pletore di ovvie riflessioni e dubbi sulla bontà dei criteri seguiti dalle istituzioni per reclutare combattenti e strutturare gli eserciti. Si dice che il giovane in questione abbia valorosamente partecipato a missioni militari di ”sicurezza internazionale e peace keeping”, ma i fatti narrati evocano solo legittime impressioni di volgare megalomania e vile spavalderia. Seminare terrore  e soggezione nella inerme società civile è l’espressione più bieca, perversa e antitetica che un “soldato” possa comunicare. Colpa anche della società e dei suoi modelli deformi imposti con virale veemenza attraverso media e fictions che emendano puntualmente balordi e relitti sociali inclini a soffocare nella violenza le proprie inettitudini e frustrazioni più profonde. Il rione Tescione, quartiere attivo e popolare della città, è stato abbandonato da tempo immemore al suo destino dalle istituzioni e dalle Forze di Polizia, tramutandosi soprattutto di notte, in un avamposto di vandali, cavernicoli, minorati, distruttori e barbari provenienti da ogni dove. Quanto è accaduto oggi è solo la punta dell’iceberg di un contesto umano ed urbano degradato e degradante, intenzionalmente spinto ad infime dimensioni da quanti ne traggono prebende, rendite, tornaconti e sostegni elettorali. “Nemmeno negli anni Settanta accadevano fatti simili”: ha commentato l’amico fraterno del Sole24Ore Oscar Giannino. Come dargli torto!