CONCORSO ORDINAIO INFANZIA E PRIMARIA

Il concorso sarà bandito per

  • infanzia posto comune
  • primaria posto comune
  • sostegno infanzia
  • sostegno primaria

-Requisiti di accesso

Posti comuni

  • laurea in Scienze della formazione primaria o
  • diploma magistrale  con  valore  di  abilitazione  e  diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli  istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero  e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente,  conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002.
  • analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal miur

Per i posti di sostegno è necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito  ai  sensi  della  normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente.

Sono  ammessi  con  riserva  coloro  che,   avendo   conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di  cui al comma 2,  abbiano  comunque  presentato  la  relativa  domanda  di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici

Si sceglierà una regione e si potrà partecipare a tutte le procedure per cui si ha titolo.

Prova preselettiva

E’ “eventuale”, ossia sapremo se si svolgerà solo dopo la presentazione delle domande da parte dei candidati. Essa è infatti prevista esclusivamente se il numero dei candidati per regione sarà 4 volte superiore al numero dei posti del bando.

Prova scritta

Se si svolgerà la prelesettiva, avrà accesso alla prova scritta un numero di candidati tre volte superiore rispetto ai posti (più tutti coloro che avranno il punteggio dell’ultimo candidato ammesso)

Tre quesiti per la prova scritta, due per il relativo grado di scuola, più quello di lingua (inglese obbligatorio per la primaria, lingua a scelta tra inglese, francese, spagnolo e tedesco per infanzia).

I quesiti – a risposta aperta – accerteranno conoscenze e competenze sulle tematiche disciplinari e professionali del grado di scuola.

Anche per i posti di sostegno i questi accerteranno la conoscenza di contenuti, procedure e metodologie didattiche relative alle diverse tipologie di disabilità.

Prova orale

La prova orale sarà di carattere disciplinare, e verterà ad accertare anche la conoscenza delle tecnologie informatiche e la conoscenza della lingua straniera a livello almeno B2.

Per la lingua  non è necessario essere in possesso di relativa certificazione, ma bisognerà dimostrare di essere competente a livello B2.

16.959 posti a concorso

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM che ha autorizzato  le assunzioni per 16.959  posti:

  • 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021
  • 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022.

MOBILITA  PREVALE SU NUOVE ASSUNZIONI. Consiglio di Stato conferma TAR e respinge appello Miur
Con Ordinanza n. 3722/2019 del 22.7.2019  il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del MIUR avverso l’Ordinanza cautelare del Tar del Lazio n. 2367/2019, ribadendo il principio di cui all’art. 470, comma 1°, “ovvero la preferenza per il trasferimento per chi sia già in ruolo rispetto alla assegnazione di sede per nuove nomine”.
Il riferimento è all’ordinanza  n. 2367/2019 del 19.4.2019 con cui il TAR Lazio si è espresso sul decreto Miur 207 del 9.3.2018, che disciplina la mobilità del personale docente, educativo ed ATA per l’anno scolastico 2018/2019 nonché con riferimento al decreto prot. n. AOOUFGAB 0000203 dell’8.3.2019, che disciplina la mobilità del personale docente, educativo ed ata per l’anno scolastico 2019/2020.
Il TAR del Lazio aveva rilevato che “nel rapporto tra mobilità e nuove assunzioni vada attribuita prevalenza alla prima alla luce dell’art. 470, primo comma, d.lgs. n. 297 del 1994, ai sensi del quale specifici accordi contrattuali tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero della pubblica istruzione definiscono tempi e modalità per il conseguimento dell’equiparazione tra mobilità professionale (passaggi di cattedra e di ruolo) e territoriale, nonché per il superamento della ripartizione tra posti riservati alla mobilità da fuori provincia e quelli riservati alle immissioni in ruolo, in modo che queste ultime siano effettuate sui posti residui che rimangono vacanti e disponibili dopo il completamento delle operazioni relative”.

Appello del Miur

Contro tale ordinanza il MIUR ha proposto impugnazione, con appello che contiene un unico motivo: la mobilità si svolge su tutti i posti disponibili se è mobilità entro la provincia, mentre se è mobilità interprovinciale si svolge sul cinquanta per cento dei posti disponibili soltanto.

Pertanto la prevalenza alla mobilità sulle nuove assunzioni sarebbe valida solo per il primo tipo di mobilità.

La decisione del Consiglio di Stato

I ricorrenti chiedono al Consiglio di Stato che l’appello sia respinto. Il Consiglio di Stato ritiene l’appello cautelare infondato e va respinto.

L’art. 465 comma 1 del d. lgs. 297/1994 sopra citato prevede che i trasferimenti entro la provincia abbiano priorità rispetto a quelli interprovinciali, ma solo fino ad attuazione di quanto previsto dall’art. 470 comma 1 di cui qui si tratta, e in secondo luogo senza esprimere alcun principio di priorità per le nuove immissioni in ruolo, come si ricava dal successivo comma 4, per cui la priorità alle nuove nomine in ruolo esiste solo per i posti liberi dopo una certa data.

Ciò posto, la norma dell’art. 470 comma 1 è stata attuata, con gli accordi di cui qui si tratta, e pertanto in quella sede avrebbe dovuto essere applicato il principio che lo stesso comma esprime, ovvero la preferenza per il trasferimento di chi sia già in ruolo rispetto alla assegnazione di sede per le nuove nomine.

Scarica l’ordinanza

PRIMARIA A SENIGALLIA accantona i voti e valuta alunni con il percentile
In una scuola di Senigallia, i bambini delle elementari sono stati valutati in base ai valori percentili che hanno sostituito il voto tradizionale.
Il percentile, nella statistica, è il valore che divide un certo insieme di dati, cioè di valori, ordinati in senso non decrescente, in modo che il numero dei valori inferiori al percentile stesso costituisca una certa percentuale del numero di valori dell’insieme dato: così l’1% dei dati sarà inferiore al primo percentile, il 2% al secondo percentile, e così via. Anche, l’intervallo che intercorre tra due percentili successivi (dizionario Treccani).
Il metro di misura, utilizzato spesso in pediatria, è stato quello più adatto secondo questa scuola a osservare i bambini alle prese con le loro prime valutazioni certificative.
Come si legge su VivereSenigallia.it, l’esigenza è nata dalla consapevolezza che la valutazione in decimi non è adeguata per valutare l’apprendimento di alunni così piccoli nel primo periodo della scuola primaria.
La preside dell’istituto comprensivo, d’accordo con le maestre e con i genitori a cui ha annunciato il progetto all’inizio dell’anno scolastico, ha deciso di adottare questo metodo sperimentale che mette in relazione ogni alunno con il gruppo classe, mentre gli apprendimenti vengono relativizzati al contesto didattico in un’ottica globale di una didattica cooperativa.
Il bambino viene valutato in base al contesto in cui si trova e ad altri fattori; tutto ciò dovrebbe favorire una crescita individuale nel contesto sociale. Nello stesso tempo, il docente ha modo di valutare complessivamente la classe, comprendendo meglio argomenti da approfondire o da riproporre con una didattica differente.

Congedo parentale annulla i permessi riconosciuti dalla 104. Sentenza

di Elisabetta Tonni

Chi sta usufruendo del congedo parentale non può richiedere i permessi per la legge 104 e neanche matura il diritto alla quota parte delle ferie, della tredicesima e del trattamento di fine rapporto.

E’ l’orientamento dettato dal Tar Molise con la Sentenza 2332/2019.

A far decidere  giudici in tal senso è stato il principio che durante il periodo di congedo parentale, l’attività lavorativa viene sospesa.

I giudici hanno qualificato questo stato «di quiescenza», atteso che il congedo determini una vera e propria sospensione, non idonea a far maturare, in capo al lavoratore, gli ulteriori permessi disciplinati dall’articolo 33 della legge 104/92.

Lo stesso principio fa sospendere il conteggio delle festività e dei riposi durante il congedo, a meno che il congedo parentale non venga utilizzato in maniera frazionata.

 

Male nelle prove Invalsi, bene alla Maturità; lo strano caso della scuola del Sud

Il fenomeno dello scorso anno si è presentato anche quest’anno.La scuola del Sud che risulta essere indietro dai risultati Invalsi è anche quella dove gli studenti ottengono la percentuale più alta di voti massimi alla maturità.Ancora una volta il mostro di carenza educativa certificata dall’Istituto preposto mostra il volto buono dell’istruzione con i risultati conseguiti all’esame di Stato delle secondarie di secondo grado.
Anzi, i 100 e lode fioccati quest’anno sono stati ancora di più rispetto a quelli della maturità 2018. In Puglia è stato un vero record percentuale.
dati sono quelli forniti dal Miur dove risulta che a livello nazionale, i 7.365 voti massimi con tanto di lode sono aumentati dello 0,3%, passando dall’ultimo 1,3% all’attuale 1,6%.
Il buon andamento nel 2019 si riscontra proprio nelle regioni del Sud con qualche piccola differenza fra valori assoluti e valori percentuali. La regione con i maturandi più colti è stata la Campania (1.287), seguita da Puglia (1.225) e Sicilia (817). La Puglia è stata invece la regione che ha primeggiato a livello percentuale (3,4%) rispetto al numero dei diplomati totali, seguita dalla Calabria (2,6%) e Umbria (2,4%).
Il 10 luglio, l’Invalsi ha presentato l’ultimo rapporto, certificando una situazione completamente ribaltata. La carenza educativa nel Sud ha spinto il Miur ad annunciare un piano d’urto per Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna; il Nord, invece, è risultato essere quello con i responsi migliori, anche se le commissioni d’esame non sono state dello stesso avviso.