( Nando Silvestri)) . Ancora una volta Caserta si ammanta di suggestione e Cultura, quella vera. Un weekend, quello appena trascorso, ricco di appuntamenti che stillano linfa vitale nei cittadini e negli artisti tutti, a dispetto delle formule retoriche  e mediocri fragorosamente propagandate nei salotti aristocratici da finti intellettuali ed improvvisati burocrati locali  Un tris di appuntamenti all’insegna della Pittura e della Scrittura che ha fatto discutere di estro, umanità, ambiente, colori, vibrazioni ed emozioni condivise. Il Circolo Nazionale di Piazza Dante, istituzione casertana degna di nota dal 1850 per i suoi noti trascorsi, è così divenuto teatro di un articolato spettacolo d’Arte e Creatività  promosso da una rutilante regia, quella di Laura Ferrante. Da sempre attenta interprete del vagito ancestrale di artisti, pittori, scultori, scrittori, poeti, attori, registi e musicisti insigniti di vari riconoscimenti al di fuori della Campania e della stessa provincia di Caserta, la perspicace giornalista casertana ne ha legittimamente preteso la divulgazione, l’affermazione e la valorizzazione nel cuore Capoluogo di Terra di Lavoro. Una missione d’eccezione che Laura Ferrante sta portando a compimento da tempo con effluvi emozionali di rarissima fattura. L’entusiasmo è stato, dunque, il sentimento prevalente della Kermesse intitolata “Estetiche Emozioni e Vibrazioni Cromatiche”, all’interno della quale si sono imposte le tinte cangianti e le sfumature di artiste, maestri ed artisti campani dotati di sorprendenti virtù umane, prima che tecniche. Essi sono riusciti ad inondare le tele di policromie pulsanti che evocano la Natura, la Bellezza, i segreti del Mare e della Psicologia Femminile adoperando gli stili, le abilità e le esperienze più disparate. Si è lungamente parlato di “Amore Vero”, quello per la Natura, il Creato ed i valori che ciascuno dovrebbe trasmettere in forza del proprio ruolo di “genitorialità sociale”. Un concetto di ineffabile spessore che troppo spesso sfugge alla comunità plagiata sommessamente da stolte convenzioni e banali costumi. Le succitate considerazioni sono state opportunamente evidenziate dalle faconde argomentazioni addotte da docenti dell’Istituto d’Arte di San Leucio ed esperti agronomi intervenuti puntualmente per l’occasione. La pregevole cornice musicale della chitarra classica e del violino suonati magistralmente dai bravissimi musicisti intervenuti ha sottolineato momenti di intense atmosfere che la Ferrante ha voluto regalare ad una città bisognosa di destarsi dalla letargia del qualunquismo imperante..