(di Nando Silvestri)    Lo scioglimento dei ghiacciai dell’Artide, dell’Antartide, del Tibet e delle Alpi rischia di liberare pletore di nuovi virus come quello dell’ameba, oltre che innalzare il livello generale delle acque. Come sostiene la dottoressa Debora Rasio, oncologa, nutrizionista e dirigente medico presso l’università “La Sapienza” di Roma, contattata direttamente dallo scrivente, milioni di virus e batteri albergano già dentro e fuori il nostro organismo aleggiando liberamente nell’ambiente circostante. E’ nostro dovere potenziare il terreno biologico umano per fronteggiare gli insulti esterni, mitigando per quanto possibile condizioni patogene pregresse come fumo, diabete, obesità, ipertensione, cattive abitudini e malattie croniche. Del resto, nel nostro organismo albergano circa 380 trilioni di virus ed il nostro sistema immunitario si è evoluto a sufficienza per gestire opportunamente anche quelli provenienti dal macroambiente. A parte i vacui proclami pilotati dai potentati economici per spaventare gli individui ed indurre salvifiche aspettative vaccinali, non condivise

peraltro da premi Nobel per la medicina e scienziati di fama mondiale, non esistono in Italia campagne scientifiche fattive di formazione ed informazione in ordine al potenziamento delle barriere immunitarie. Perché? E’ questo il quesito posto dallo scrivente alla dottoressa Debora Rasio, ospite ricorrente del celeberrimo programma “Unomattina” in onda sulla rete Rai. “Purtroppo c’è una vera e propria caccia alle streghe verso chiunque osi dire che le infezioni si possono prevenire lavorando sul terreno dello stesso sistema biologico umano, sull’alimentazione e sull’integrazione. L’ansia, specie quella indotta dai media, è un elemento strategico sul quale si fondano molti cali immunitari, specie se si considera che buona parte della risposta immunitaria risiede nell’intestino, un organo bersaglio sottoposto a molteplici attacchi emotivi ed alimentari, quali glutine e derivati del latte vaccino. L’apporto di selenio e vitamina D in dosi regolari può giovare al nostro sistema immunitario favorendo non poco la risposta degli antigeni a tutte le incursioni virali esterne. Il digiuno intermittente unitamente al consumo regolare di frutta, legumi decorticati, verdure, flavonoidi e polifenoli del vino possono inoltre supportare la resilienza dell’organismo a tutte le sollecitazioni esterne. Mentre la vitamina D torna utile anche nella prevenzione dell’incidenza e dell’evoluzione dei tumori, il marcato potere antivirale ed antibatterico della vitamina C è un dato di fatto consacrato dal premio Nobel per la Medicina Szen Gyorgyi negli anni Trenta.” Questa è stata la spiegazione della celebre dottoressa alla quale va tutta la riconoscenza dell’autore. Memore dei contributi preziosi generosamente forniti dalla dottoressa Rasio, lo scrivente ha chiesto al dottor Vincenzo Lacava, oncologo e medico chirurgo, calabrese di nascita, napoletano d’adozione, se le Vitamina C e B presentano eventuali vincoli d’assunzione in taluni pazienti affetti da malattie cardiache e metaboliche. Lo Specialista in forze alla sanità della provincia di Napoli ha spiegato che “alle dosi normali, le suddette vitamine, molto utili per le difese dell’organismo, possono essere somministrate tranquillamente anche a pazienti anziani, diabetici, cardiopatici ed eventualmente ipertesi”. Dunque, anche in questo periodo assai particolare vale la massima “mens sana in corpore sano”: né le misure restrittive né le psicosi di massa irradiate a colpi di terrorismo mediatico possono giovare minimamente all’organismo. Il distanziamento sociale non sostituisce, nè esclude una costruttiva informazione.