(Antonio Ciontoli) Il Circolo Nazionale, la prestigiosa e storica sede della Casina Militare, in  Piazza Dante dal 1867 e con statuto del 1861 e che dopo aver già scampato una vendita, da parte del Demanio, ora vede nuovamente a rischio le sue sorti, poiché è stata riattivata la procedura di alienazione, con tutto il Padiglione Demanio Trieste, ossia tutto il palazzo, un tempo residenza dei militari. Una situazione in itinere dal novembre 2018, scongiurata per difficoltà amministrativa nell’aggiudicazione e che oggi si reitera senza che la città abbia potuto tentare la prelazione nell’acquisto. La cosa assurda il valore di poco più di un milione di euro che, potrebbe essere permutato dalla città con altro bene, al fine di evitare la cancellazione della memoria e dello storico parterre dalla centralissima piazza.
Un pezzo di storia, probabilmente, sostituito a breve da una attività commerciale di cui non se ne avverte di certo il bisogno, mentre languono i luoghi di aggregazione e di sviluppo di attività associative e culturali.
Da sempre sede del Coasca, il coordinamento delle associazioni cittadine, il circolo mantiene vivo quel fermento culturale di cui non ci si può privare senza ora tentare il tutto per tutto.
Ed ecco la richiesta del vincolo urbanistico e la necessità di conservazione della destinazione d’uso su cui l’amministrazione, intanto, può agire direttamente.
Dalla lettura della mozione, rileverete un pezzo di storia della città, attraverso i fasti dello storico sodalizio, nel corso di questi oltre 150 anni.
Dalla mia prima lettera al sindaco, nacque, infatti, la delibera di Giunta comunale dell’11 gennaio 2019, rivelatasi tardiva per la prima tentata vendita.
Oggi, su quelle stesse basi innestiamo la richiesta di riservare, uno dei primi punti di un prossimo consiglio comunale, al dibattito e alle decisioni utili a prevenire questa ennesima disfatta di identità oltre che svendita di storia