Dal Movimento politico Speranza per Caserta, riceviamo e pubblichiamo:

Ci saremmo anche stancati di scrivere comunicati di commento a fatti giudiziari che interessano questo o quell’esponente politico locale.
Però poiché il silenzio potrebbe essere sempre interpretato non tanto come connivenza, ma almeno come distrazione o rassegnazione, riteniamo opportuno dire qualcosa sul fatto che, nelle ultime quarantott’ore, personaggi dominanti dello scenario politico casertano siano finiti agli arresti domiciliari o risultano indagati a piede libero.
Ci limitiamo ad aggiornare il già desolante quadro, che vede il nostro comune capoluogo retto da un sindaco indagato dalla DDA con l’ipotesi di aver influenzato gli appalti plurimilionari per la raccolta rifiuti, il biodigestore e le “casette dell’acqua”; una situazione che mette in imbarazzo l’intera città, visto che lo stesso sindaco siede in virtù della sua carica ai tavoli istituzionali nei quali si sta cercando di sbrogliare l’intricata matassa della proroga Ecocar e dei mancati pagamenti ai lavoratori. Ed oggi, viene alla luce quello che ognuno poteva già immaginare annusando ciò che accade in ogni tornata elettorale, locale, regionale, nazionale o europea che sia. Come movimento politico, abbiamo sempre evitato al massimo l’utilizzo di manifesti elettorali, perché sapevamo che le nostre già esigue risorse economiche sarebbero andate sprecate visto che il monopolio delle affissioni è in mano alla malavita, che in spregio di qualsiasi regola ed a malapena scalfita dai flebili tentativi di controllo delle forze dell’ordine, tappezza spazi leciti ed illeciti con i manifesti dei candidati con i quali, evidentemente, sono stati raggiunti accordi. Ma le affissioni, da quanto emerge dai primi dettagli di quest’ultima indagine, sono soltanto la punta dell’iceberg di un consolidato sistema di ricatti, concussioni, violenze che taluni esponenti politici, invece di rifuggire, pare volentieri utilizzino per aumentare il loro consenso. Un filone d’inchiesta, quest’ultimo, che non resta estraneo al comune di Caserta, in quanto come è noto una delle liste a supporto di Marino, Centro Democratico, aveva come riferimento proprio Pasquale Corvino, con sua sorella Maddalena prima eletta (oltre 700 voti), attuale assessora insieme ad altri eletti nella stessa lista, Dora Esposito ed Emiliano Casale; in tutto, un cospicuo bagaglio di 3.321 preferenze pari al 7,86%.

Ebbene ancora una volta lanciamo il nostro appello alle forze ed alle menti sane, e ce ne sono ancora tante, di questa città: non c’è altra soluzione, occorre recidere una volta e per tutte le radici malate, ed alla prossima occasione, speriamo il più presto possibile, consegnare le chiavi della città a chi con questo disastro bipartisan non ha nulla a che fare.